UN PO'
DI STORIA DELLA
"CULTIVAR TAGGIASCA"
Secondo alcuni storici, la coltivazione dell'ulivo in provincia di
Imperia, risalirebbe al 1100, ad opera dei frati Benedettini.
Le valli, che formano il territorio della Comunità Montana,
godono di un clima temperato a bassa escursione termica annuale.
A gennaio, ad esempio, la temperatura media è di circa 12 gradi.
Tutte le valli sono disposte ad anfiteatro e questa particolare disposizione
crea una protezione naturale dal clima alpino e da quello semicontinentale
della pianura padana.
Complessivamente una condizione ambientale climatica ideale per la
coltivazione dell'olivo.
Completa il quadro positivo una straordinaria insolazione pari a circa
3000 ore.
E' qui che l'ulivo ha trovato l'ambiente giusto e il clima adatto.
Il terreno fu sistemato a fasce (terrazze) e la cultivar Taggiasca,
che prese il nome da Taggia, iniziò a produrre il migliore
olio del mondo!
Alcuni giudizi sulla Taggiasca e sull'olio da essa prodotto:
"La cultivar presenta una produttività elevata e costante.
Le drupe si prestano ad una facile estrazione e forniscono un olio
particolarmente pregiato" (Baldini e Scaramuzzi).
"L'olio prodotto con l'oliva taggiasca è stato valutato
da molti esperti come il migliore del mondo. E' prezioso come olio
da taglio, dà il tocco finale a miscele di olii di provenienze
diverse." (Lucetto Ramella).
"I frutti della taggiasca forniscono rese abbastanza elevate
con olio molto ricercato per le caratteristiche organolettiche."
(Consorzio per la selezione ed il controllo del materiale di propagazione
dell'olivo, Pescia).
"Olio che possiamo considerare il migliore per la sua finezza,
la leggerezza, il colore, le caratteristiche organolettiche e per
le perfette costanti fisico-chimiche possedute. La resa in olio è
elevata e di quantità pregiata." (C. Carocci Buzi).
E', quello della Taggiasca un olio di grande ed insuperabile qualità,
di grande reputazione, con caratteristiche ben definite, tutte riconducibili
ad una origine geografica omogenea nella quale si produce e si trasforma
tutto il prodotto.
La Taggiasca è coltivata sulle assolate terrazze del territorio
della Comunità Montana dell'Olivo.
Il clima temperato, la cultivar, il rispetto di antiche e collaudate
tradizioni colturali e culturali, il progressivo miglioramento delle
tecniche di coltivazione di raccolta e la lavorazione a freddo delle
olive, garantiscono la genuina, superiore qualità del prodotto.
L'OLIVICOLTURA NELLA STORIA E NELLA LETTERATURA
La Comunità dell'Olivo è un territorio dove l'ulivo
è la coltivazione legnosa più diffusa. Il clima è
mite e l'ambiente è ideale per l'ulivo e in modo particolare
per la cultivar Taggiasca che provocò la struggente, accorata
invocazione di Giovanni Boine : "Oh il morbido olio dei nostri
frantoi: olio chiaro, olio dolcissimo, olio vellutato al palato, olio
limpido, olio d'oro. Ma in America ed in Germania l'olio italiano
arriva ancora con l'etichetta di qui.
E cosa ne sanno gli americani e i tedeschi del tenuissimo oro ch'io
ho visto, fanciullo, con gioia gorgogliare e fluire di sotto le mole;
gorgogliare e fluire dalle bacche pingui e nere mentre la ruota di
pietra girava a tondo ritta e sicura".
E ancora prima lo stesso Boine esprimeva appassionatamente il suo
grande, immenso amore per gli ulivi: "Il prato diventò
uliveto, il campo uliveto, la vigna uliveto, il bosco in alto faticosamente
e dolorosamente, tenacissimamente uliveto".
L'olio invocato, evocato, esaltato in modo appropriato da Boine, insieme
alla cultivar Taggiasca, è riconducibile alla olivicoltura
che caratterizza il territorio delle quattro valli che formano la
Comunità Montana dell'Olivo.
I FRANTOI
La loro storia è antichissima.
Qui si vogliono ricordare solo le antiche strutture di lavorazione
delle olive nel territorio della Comunità e nel resto della
provincia di Imperia.
Due erano i sistemi usati in prevalenza: il frantoio (in dialetto
Gumbo) a "sangue" e a "acqua".
Il primo veniva azionato da un mulo o da un bue che, legato ad una
stanga, faceva, girando, funzionare la macina; il secondo, quello
ad "acqua", invece ricavava energia dai corsi d'acqua con
gli stessi meccanismi dei mulini. In tutti i casi la frantumazione
delle olive veniva eseguita con la pila chiamata "Colombina"
(pietra che non scalda).
Questa è storia, ma i nuovi impianti, che attingono energia
dall'elettricità, lavorano e trasformano le olive nel pieno
rispetto di un'antica tradizione che ha consentito di far conoscere
al mondo l'olio extra vergine prodotto con la migliore cultivar del
Mediterraneo: la Taggiasca!
INFRASTRUTTURE DISPONIBILI:
Via Aurelia, Ferrovia, SS.28, Autostrada dei Fiori
OLIO E ULIVI
La produzione si aggira attorno ai 20000 quintali di olio, di cui
il 50 per cento è EXTRAVERGINE Dl OLIVA con le seguenti caratteristiche:
COLORE: tra l'oro chiaro e il paglierino con effetti
luminosi e brillanti;
PROFUMO: inconfondibile, intenso, delicato, acuto
e delizioso;
SAPORE: morbido, vellutato, adeguatamente dolce con
evidenti sfumature aromatiche di pinoli, mandorle e nocciole.
La quantità di acidità, che determina la sostanziale
differenza tra l'olio di oliva e l'extravergine d'oliva, è
sempre naturalmente mantenuta ben al di sotto dell'1 per cento! Infatti
nel territorio della Comunità si è ormai decisamente
consolidata la scelta di produrre extravergine attestato su poche,
pochissime lineette di acidità (0,3 – 0,4). Questo orientamento
è sorretto da: alta qualità della Taggiasca; razionali
e moderni metodi di raccolta e di conservazione del frutto; antiche
pratiche di lavorazione delle olive; rispetto rigoroso dell'igiene
e della pulizia.
IL TERRITORIO DELLA COMUNITÀ MONTANA DELL'OLIVO
COMUNI 15
Superficie territoriale Kmq 105.540
Abitanti 9570
Abitanti per Kmq 90
Coltivatori Diretti 3462
Patrimonio Olivicolo Ha 3265
Totale piante di ulivo "cultivar taggiasca" 814.250
Motocoltivatori 2688
Trattori 230
Giornate di lavoro per anno 395.326
Media giornate di lavoro per addetto 115 circa
LE VALLI E I COMUNI DELLA COMUNITÀ
VALLE IMPERO
Valle ricca di uliveti. (L'olio e eccezionale, inimitabile!) AURIGO
sup. Olivata Ha 130 CARAVONICA 115 BORGOMARO 300 PONTEDASSIO 530 CESIO
85 CHIUSANICO 242 CHIUSAVECCHIA 132 LUCINASCO 202 totale Ha 1736 n.
piante 434.000
VALLE DI SAN LORENZO
Nella zona prevale l'ulivo. (L'olio prodotto e ritenuto tra i migliori)
PIETRABRUNA sup. Olivata Ha 177 n. Piante 44.250
VALLE DEL PRINO
E' definita "classica zona olivata" (L'olio e di qualità
insuperabile) DOLCEDO sup. Olivata Ha 410 PRELA' 200 VASIA 320 Totale
Ha 930 n. piante 230.500
VALLI DIANESI
Belle le colline ricoperte da splendidi uliveti (L'olio non ha rivali)
DIANO ARENTINO sup. Olivata Ha 136 DIANO S. PIETRO 200 VILLA FARALDI
125 totale Ha 461 n. Piante 105.500
tratto
da www.cec.it